Il mercato dell’energia per le imprese entra nel 2026 in una fase di transizione strutturale. Dopo anni segnati da volatilità, tensioni geopolitiche e forte esposizione ai prezzi delle materie prime, le aziende italiane si trovano oggi davanti a un contesto più complesso ma anche più strategico. Pianificare l’approvvigionamento energetico non è più solo una scelta operativa, ma una leva competitiva che incide direttamente su marginalità, sostenibilità e continuità del business.
Comprendere i trend in atto, le dinamiche regolatorie e le possibili evoluzioni dei prezzi diventa quindi essenziale per adottare decisioni informate e ridurre l’esposizione al rischio nel medio-lungo periodo.
Stato attuale del mercato energia in Italia: prezzi, volatilità, driver 2024–2025
Il mercato dell’energia in Italia ha vissuto negli ultimi anni fasi di forte volatilità, con prezzi per le imprese significativamente superiori alla media europea e condizioni che hanno impattato direttamente sui costi operativi delle aziende. Secondo analisi di associazioni industriali, nel 2025 il prezzo dell’energia elettrica per le imprese italiane si è attestato circa 30% al di sopra della media europea, a causa di costi di materia prima, componenti di rete e oneri vari che pesano sui bilanci energetici aziendali.
Queste dinamiche sono strettamente correlate ai driver strutturali del mercato. In primo luogo, il prezzo dell’energia elettrica in Italia è determinato da un sistema di marginal pricing, in cui il costo del gas naturale ha un ruolo centrale nel fissare il prezzo dell’elettricità. Questo perché, nei momenti di picco della domanda o in assenza di produzione rinnovabile, il gas rimane spesso la fonte marginale che chiude il mercato.
Il 2024 e il 2025 sono stati caratterizzati da una progressiva integrazione delle energie rinnovabili nella generazione elettrica nazionale, con una quota crescente di solare e idroelettrico nel mix produttivo. Tuttavia, nonostante questa crescita, la dipendenza storica dal gas e le dinamiche internazionali sulle materie prime energetiche hanno continuato a generare pressioni sui prezzi e una certa esposizione dei mercati all’incertezza geopolitica.
Nel confronto europeo, i dati confermano che l’Italia rimane in una posizione di svantaggio competitivo per le imprese a causa dei maggiori costi energetici rispetto ai principali partner commerciali. La persistente differenza nei prezzi ha impatti tangibili sulla competitività, con un gap che si traduce in miliardi di euro di extra costo per le piccole e medie imprese italiane nel corso del 2025.
Un altro elemento che ha influito sulla volatilità del mercato è legato alle dinamiche del gas naturale. Nel corso del 2024–2025, l’aumento delle importazioni di gas liquefatto (LNG) e la crescente partecipazione di operatori infrastrutturali italiani hanno evidenziato come la sicurezza degli approvvigionamenti sia diventata una priorità strategica per il Paese, con effetti sia sui prezzi sia sulle politiche di diversificazione energetica.
In sintesi, il mercato energia business italiano nel biennio 2024–2025 ha risentito di una combinazione di prezzi ancora elevati rispetto alla media UE, volatilità collegata all’influenza dei costi del gas e progressiva integrazione delle rinnovabili. Questa fase di transizione ha posto le imprese davanti alla necessità di strategie di approvvigionamento più sofisticate e di strumenti di copertura del rischio prezzo, questioni che continueranno a influenzare anche il biennio 2025–2026.
Fonti: Confindustria, Confartigianato, Reuters
Scenari per le aziende: costi fissi vs green, convenienza PPA, autoproduzione
Nel 2025–2026 il mercato energetico italiano si è caratterizzato per prezzi dell’energia elettrica per le imprese tra i più elevati in Europa, con un impatto diretto sui costi operativi e sulla competitività. Secondo i dati del Gestore dei Mercati Energetici (GME), nel primo trimestre del 2025 il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità ha superato stabilmente i €110–€120/MWh (Fonti: Camera di commercio, Confindustria), evidenziando una dinamica di volatilità e spread con altri grandi mercati come Germania, Francia e Spagna.
Questa dinamica è in parte legata alla forte dipendenza dalla generazione a gas naturale per molte ore di produzione, che continua a incidere sulla determinazione del prezzo marginale dell’elettricità in Italia.
In questo contesto, le aziende italiane stanno riconsiderando le modalità di approvvigionamento energetico, confrontando diversi scenari di spesa e copertura.
Contratti a costi fissi vs energia verde
I contratti a prezzo fisso restano uno strumento utile per proteggersi da oscillazioni improvvise del mercato, offrendo alle imprese una maggiore prevedibilità di spesa nel breve termine. Tuttavia, in un mercato caratterizzato da prezzi storicamente elevati e differenziali con i principali partner europei, l’efficacia di questi contratti dipende fortemente dalla capacità del fornitore di gestire i rischi di mercato e di proporre condizioni economiche competitive.
Al contrario, i contratti di energia rinnovabile stanno diventando una scelta strategica per le imprese che vogliono ridurre l’esposizione alla volatilità e migliorare il proprio profilo di sostenibilità. Attraverso forniture certificate e modelli di approvvigionamento coerenti con obiettivi ESG, queste soluzioni consentono di bilanciare stabilità dei costi e impronta ambientale, integrandosi efficacemente nei piani di gestione energetica a lungo termine.
Convenienza dei PPA per le imprese
In particolare, i Power Purchase Agreement (PPA) stanno emergendo come uno degli strumenti più efficaci per le realtà con consumi elevati, multiline o con esigenze di copertura pluriennali. I PPA offrono alle aziende la possibilità di fissare il prezzo dell’energia rinnovabile per periodi estesi, riducendo l’incertezza legata alle oscillazioni dei prezzi spot e supportando la pianificazione finanziaria. In questo senso, la guida EDP su come funzionano i PPA per aziende rimane un riferimento importante per valutare modelli contrattuali e potenziali benefici.
Autoproduzione e modelli ibridi
Accanto alle soluzioni contrattuali, cresce l’interesse per l’autoproduzione di energia tramite impianti fotovoltaici aziendali, soprattutto se integrati con sistemi di accumulo, soluzioni che consentono di aumentare l’autoconsumo e limitare l’acquisto di energia dalla rete nei momenti di picco. Questo approccio si presta particolarmente bene ad essere inserito in un modello energetico ibrido, che combina produzione onsite, contratti PPA e forniture green certificate per massimizzare il ritorno economico e operativo.
Fonti: Camera di commercio, Confindustria.
Consigli strategici: come prepararsi per il 2026 – mix energetico, efficienza, contratto verde
Prepararsi al 2026 significa adottare un approccio strategico all’energia, superando la logica emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi anni. Il primo passo consiste nella diversificazione del mix energetico, combinando forniture tradizionali, contratti verdi e, dove possibile, autoproduzione.
Un secondo elemento chiave è l’efficienza energetica. Ridurre i consumi attraverso interventi mirati consente di contenere l’impatto dei prezzi e migliorare la competitività complessiva dell’azienda. In questo senso, l’analisi dei consumi e la revisione delle modalità di utilizzo dell’energia diventano strumenti fondamentali per prendere decisioni consapevoli.
Infine, la scelta di un contratto energia green rappresenta non solo un’opportunità economica, ma anche un fattore reputazionale sempre più rilevante. Integrare la sostenibilità nella strategia energetica consente alle imprese di rispondere alle aspettative di clienti, investitori e stakeholder, rafforzando il posizionamento sul mercato.
Strumento utile: checklist per la revisione del contratto energetico annuale
Per affrontare il 2026 in modo strutturato, le aziende dovrebbero verificare periodicamente il proprio contratto di fornitura energetica. In particolare, è utile valutare:
- durata e flessibilità contrattuale
- esposizione al rischio prezzo e meccanismi di indicizzazione
- possibilità di integrazione con energia rinnovabile o PPA
- coerenza tra profilo di consumo e condizioni economiche
- allineamento con obiettivi ESG e di sostenibilità
Una revisione annuale consente di intercettare opportunità di ottimizzazione e prevenire criticità in un mercato in continua evoluzione.
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